PLASTIC FREE

Perché c’è bisogno di Plastic Free?

La plastica è un materiale derivato dal petrolio che impiega centinaia di anni per biodegradarsi.

E’ un inquinante del terreno e del mare che oltre a provocare la morte quotidiana di animali, finisce persino nel nostro piatto.

Come? Questo materiale si spezzetta fino ad arrivare a dimensioni microscopiche.

Ancora oggi si stima che siano 25 milioni le tonnellate di plastica che compongono i rifiuti ogni mese. La produzione di plastica a livello mondiale è passata da 15 milioni nel 1964 arrivando oltre i 380 milioni nel 2018.

Dove va a finire tutta la plastica che non viene recuperata? Il mare è il più grande contenitore dei rifiuti del nostro mondo, dato che copre la maggior parte della superficie del pianeta.

Delle oltre 300 milioni di tonnellate di rifiuti plastici che vengono prodotti ogni anno, 8 milioni sono riversati nell’oceano. È stato calcolato che ogni metro quadrato di acqua salata contiene ben 46.000 micro particelle di plastica che rimangono in sospensione e che non solo vengono assorbite in maniera indiretta dalle specie animali e vegetali che abitano gli oceani, ma vengono anche ingerite in modo diretto provocandone a lungo andare la morte.

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Secondo gli ultimi studi l’uomo assorbe le particelle di plastica attraverso sia l’esposizione a sostanze chimiche che sono rilasciate durante la produzione di questo materiale sia con il mangiare alimenti come verdure o pesci che hanno assorbito un’alta percentuale di plastica, determinando un accumulo di queste sostanze nel nostro copro, con degli effetti deleteri per il prodursi di malattie e di disfunzioni.

L’emergenza di fare fronte a tale invasione del nostro pianeta può essere rivelata anche da una serie di eventi che sono da un certo punto di vista straordinari, ma anche e soprattutto terribili:

  • Le isole di spazzatura: la presenza di una vera e propria isola di plastica al centro dell’oceano pacifico è una realtà che sconcerta e preoccupa il mondo intero. È conosciuta con il termine di Great Pacific Garbage Patch che tradotto in italiano ha il significato di una Grande Chiazza di immondizia del Pacifico.
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  • La plastica nelle zone più inaccessibili del Mondo: vi sono dei luoghi della terra inaccessibili e impervi, raggiungibili da pochi esseri umani ed esseri viventi: eppure la plastica è presente anche lì. Una studio effettuato dalla Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology, ha evidenziato in una recente ricerca, la presenza di materiale plastico anche nelle profondità del mare a undicimila metri di profondità nelle Fosse delle Marianne. Inoltre, la plastica ha scalato le vette più alte del mondo, raggiungendo l’Everest con una percentuale di rifiuti di che si aggira intorno al 100 tonnellate all’anno portate dai quasi mille scalatori che affrontano la vetta. Infine anche nelle isole più impervie e lontane del mondo come l’Isola di Henderson distante 5.000 km dalla terra ferma, l’inquinamento da plastica è ormai una realtà che mette in serie pericolo l’ambiente.

Per evitare tutto questo e molto altro, possiamo seguire dei piccoli accorgimenti quotidiani:

  • evitare di utilizzare sacchetti di plastica quando si fa la spesa
  • utilizzare borse per la spesa in cotone e riutilizzabili
  • non buttare i sacchetti che già si hanno ma riutilizzarli più volte
  • comprare prodotti con meno imballaggio possibile (es. le uova, preferire quelle nel cartone senza la “vaschetta di plastica”). N.B. l’imballaggio in plastica che buttate, lo pagate sempre!
  • comprare le ecoricariche dei detersivi, senza acquistare di nuovo l’imballaggio completo
  • preferire il vetro alla plastica (più sicuro, igenico e riutilizzabile)
  • quando si è fuori evitare di acquistare le bottigliette, basterà portarsi una borraccia
  • evitare di utilizzare spazzoli in plastica, esistono spazzolini in bamboo che sono completamente biodegradabili (sono anche molto belli!)
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#STOPPLASTICPOLLUTION firma la petizione

F R I H E T

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